giovedì 18 marzo 2010

i Sufi, la calligrafia araba

La Calligrafia
Poiché il Corano proibisce la rappresentazione realistica di esseri animati, l'Islam ha sviluppato, più delle culture precedenti, l'architettura e l'arte calligrafica piuttosto che quella pittorica e scultoria.
Arte sacra per eccellenza, la calligrafia richiede all'amanuense di comporre sotto una diretta ispirazione divina. E' quindi un'arte sviluppata soprattutto nell'ambito del Sufismo, dove il calligrafo, oltre agli insegnamenti tecnici, formali e artistici, segue anche una disciplina interiore sotto la guida di un maestro Sufi.
L'arte della calligrafia trae il suo prestigio dal suo scopo di comunicare la Parola di Allah e gode di riferimenti al Corano
Si sviluppa nel secondo secolo dell'era islamica e diventa presto l'arte più preziosa. E' l'arte islamica per eccellenza: in effetti è uno delle due "arti Coraniche" insieme con la recitazione del Libro Sacro.
Il calligrafo godeva di una posizione d'onore e di dignità al di sopra dal pittore. Persino i re cercavano un merito religioso scrivendo il Corano. I libri arabi di storia e di letteratura ci hanno tramandato i nomi di diversi calligrafi mentre rimangono in silenzio nel caso degli architetti, pittori o artigiani.
La calligrafia è l'unica arte araba che possiede oggi rappresentanti cristiani e musulmani a Istambul, Cairo, Beirut e Damasco le cui produzioni sorpassano in eleganza e bellezza qualsiasi capolavoro del passato.
Il fatto che l'arte della calligrafia araba sia in grande parte opera di non arabi (egizi, berberi, persiani, turchi, ecc. ) testimonia della potente spinta culturale che l'Islam ispira ai popoli convertiti.
La scrittura araba pre-islamica era leggibile soltanto da chi sapeva parlare l'arabo. In effetti più lettere distinte erano scritte nello stesso modo. Era il senso della frase a fare capire come leggere tali lettere.
Quarant'anni circa dopo la morte del Profeta (s.A.'a.s.), la necessità di poter fare leggere il Corano in arabo (per tutti i riti religiosi) ai non arabi e di impedire errori di recitazione anche da parte di arabi poco colti incitarono Al-Hajjaj, governatore di Mu'awiya e ex maestro di scuola, ad avviare una riforma ortografica con l'introduzione dei punti diacritici per distinguere tali lettere (ba, ta e tha, dal e dhal, ecc ) e dei segni di vocalizzazione ( dammah, fathah, kasrah ) presi dal siriaco.
Proponiamo, per rendere visibile la differenza, una lettera che il Profeta (s.A.'a.s.) fece scrivere al governatore di Bahrain:
e un testo con l'ortografia riformata.
Come le altre lingue semitiche l'arabo si scrive da destra verso sinistra, perché il musulmano inizia ogni azione con la destra.
Il punto, una volta definito, viene usato come unità di misura per determinare la proporzione fra altezza e larghezza di ogni singola lettera.
Per rendervi conto della versatilità della calligrafia araba guardate cinque modi di scrivere "assalamu alaikum, la pace sia con voi".
Tratto da: http://www.sufi.it/Islam/calligrafia.htm

martedì 19 gennaio 2010

In macchina

Quando sono in macchina
Con una bella donna
Ma… poco intelligente…
Sogno ad occhi aperti, guardo dietro…e…
Penso che tu sia li, e mi diresti:
“Ma dove l’hai trovata?
E’ bella, ma stolta e limitata!
I nostri discorsi intelligenti…
Solo ricordi intoccabili.

La Poetessa

Giuliana Galante

domenica 17 gennaio 2010

Cosa posso fare io...Da Giuliana Galante

Cosa posso fare… io…

Cosa posso fare se tu non mi vuoi
E dici: “Voglio fare l’amore con te…
Come dico io…e…”
Cosa posso fare se non posso,
“non sei abbastanza, io voglio di più”
Cosa posso fare se…
voglio partire con te per un week end
e… le cose sono cambiate…
Perché le cose cambiano
E in questo mondo..
Siamo soli.

La poetessa
Giuliana Galante

venerdì 15 gennaio 2010

Il nuovo anno- Poesie d'Amore



Concorso Poesie d'Amore


Continuo a insistere che la poesia come la musica può essere soggettiva, dipende dal sentire di chi la concepisce, dalla creatività, dalla voglia di lanciare i sassi che si hanno dentro la pancia, dalla rabbia e dalle cose non dette.
E forte può essere la risonanza della lettura, del ritmo incalzante, del contenitore e del contenuto, di ciò che ci fà pensare ed elaborare nuove concezioni, nuove immagini, le stesse ogni volta più disparate.
Ogni volta io mi sento cosi.

" Il nuovo anno"

E torno là, in quella stanza,
con una fitta in quel de l'alma.
Io guardavo verso il mare,
e la nave andava lenta.
Ti dicevo: " Ciò vuoi fare?"
"La tua vita forse è questa?"
Gennaio, neve, freddo, gelo.
Nel mio cuore un lieve velo
che ha coperto ogni speranza.
Resto là, mente e porta
e non cambia la mia scorza.
Combattiva, ladra, guerriera
batto il mondo e sù da terra.
La poetessa
Giuliana Galante

Pubblicato da Giuliana Galante a 08.38
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giovedì 9 luglio 2009

Il Ballo...è vita bella

Non son poeta, ma contadino,
mi piace il pane e bevo il vino,
amo la musica e il ballo liscio
e non vorrei mai perderne il vizio.

Vò dir che il ballo, è il miglior divertimento,
lo è sempre stato, e lo sarà nel tempo.
Da Strauss a Pattacini, a Casadei a Castellina,
dal Danubio Blu, alla Cumparsita alla Cesarina.

Il ballo, segna e segue la storia,
e cosi sempre sarà, a futura memoria.

Ballavano gli schiavi, gli egizi, i romani,
ballavano Re e principi, damigelle e cortigiani.
Ballavani i nostri avi, nelle case, nelle aie esterne,
balliamo ancora noi, nei Circoli e sale moderne.

Perchè il ballo è allegria, compagnia, passione,
è desiderio, piacere, è dolce emozione.
E' la musica, che nella nostra mente si fonde,
dandoci energia e ritmo, come l'aria al mar da le onde.

Il ballo mette in armonia il corpo e la mente,
in un connubio, estasiante e travolgente.
Fà esplodere la voglia, la gioia di vivere,
ed è, la più efficace terapia, per far sorridere.

Il ballo, alza il morale, fa scordare gli anni,
risveglia e tiene il corpo in forma, respinge i malanni,
toglie i pensieri, le incertezze, le tensioni,
rilassa da stress, da rabbia, e preoccupazioni.

Il ballo accende e unisce i cuori,

crea e forgia, i più grandi amori.
il ballo è la parte più gaia della nostra vita,
e lo sarà sempre, finchè l'esistenza umana, nè sarà esaurita.

MORALE:
Finchè una persona, sa e può ballare,
sempre...avrà voglia.... di cantare,
perchè si sente attiva e vitale,
ecco perchè il ballo , è il divertimento che più vale.

Il Poeta

Manfredini Aldo

Soliera (MO)
Ottobre 1995

Ballata di San Valentino

Ballata di San Valentino

Gentili signori e sinore che mi ascoltate,
e che ballando in tanti, all'amore pensate,
proviamo a ripercorrere il "cammin della nostra vita"
e rivalutare, l'amore, rigiocando la più dolce partita.

Ecco allora che stasera, a San Valentino, facciamo gli onori,
coinvolgendo, il protettore di tutti gli amori,
perchè l'amore, era e sempre sarà, eterno
e chi, non lo prova, è sempre all'inferno.

Del resto il ballo dell' amor è provocatore,
e l'impatto più intimo, e dolce, per creare l'amore,
l'incontro, lo sguardo, il calor umano, il contatto,
la confessione intima, l'abbraccio.

L'ha recepito San Valentino, che lo protegge,
perchè l'amore non am la legge.
Balliamo allora, per rendere più bella la festa,
e stasera col Santo, l'idea si ridesta,
ed anche se alle volte, c'è solo il pensieo,
ci si diverte come se fosse smore vero.

Il Poeta

Manfredini Aldo- 1998

Menu: Da preparare ogni mattina

Prendete due decilitri di pazienza,
un pachetto di prudenza,
due manciate di tolleranza,
e aggiungete, due pizzichi di speranza.

Munitevi di una tazza di bontà,
di una teglia, di buona volontà,
qualche filo di simpatia che non lede,
unitelo, ad una porzione di bona fede.

Non fate mancare un pugno di umiltà,
che, con una dose di simpatia, genera verità,
immettete dopo un chilo di buon umore,
e risparmierete l'intervento del dottore.

Condite tutto con molto buon senso,
lasciando cuocere a fuoco lento,
spegnetelo ma toglietelo dal fuoco sol dopo cena,
e avrete trascorso una Giornata serena.

Il Poeta
Manfredini Aldo- 1995